Sgorbani-Beata-Oscenita-BRAC-6-gennaio-locandina


Venerdì 6 febbraio ore 18:45

Massimo Sgorbani. Beata oscenità. Questa cosa chiamata amore. Einaudi, 2025.

Il 6 febbraio di tre anni fa ci ha lasciati troppo presto Massimo Sgorbani. Genio e anticonformista, ironico e tenerissimo, allergico a ogni compromesso, solo dopo la sua scomparsa ha trovato spazio in una grande casa editrice.

A rendere omaggio al drammaturgo e scrittore italiano, scomparso prematuramente, intervengono Carlo Serra, Gerardo Guccini, Rosanna Gentili e Gaia Nanni. L’incontro è coordinato da Rosaria Lo Russo.
Il volume, pubblicato quest’anno da Einaudi, presenta due monologhi teatrali inediti di Sgorbani.

Protagonista di Beata oscenità è Gioacchino Stajano, nipote del gerarca fascista Achille Starace: figura eccentrica e controversa, tra i primi omosessuali dichiarati in Italia, protagonista scandaloso della dolce vita romana, poi transessuale e infine convertita a una vita di profonda devozione cattolica.

Le trasformazioni di un’esistenza vissuta sempre in anticipo, contro le convenzioni e le ipocrisie sociali. In Questa cosa chiamata amore un Truman Capote malinconico e isolato si rivolge idealmente all’amica Marilyn Monroe, ripercorrendo la propria storia: dall’infanzia segnata dal rapporto con la madre fino al trionfo di A sangue freddo e alla leggendaria festa al Plaza — «Sono un omosessuale, sono un alcolizzato, sono un drogato. Sono un genio!».
Il racconto personale si intreccia con una costellazione di morti celebri — i Kennedy, John Lennon, la stessa Marilyn — componendo un ritratto intimo e crepuscolare di un’epoca e dei suoi miti.

L’incontro è a ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Intervengono Carlo Serra, Gerardo Guccini.
Leggono Rosanna Gentili, Gaia Nanni.

Modera Rosaria Lo Russo.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Libreria Brac
Via dei Vagellai 18r, Firenze




Venerdì 6 febbraio. Massimo Sgorbani. Beata oscenità. Questa cosa chiamata amore.