Tadeusz-Kantor-La-classe-morta

Nel 1979 avevo quindici anni e a Firenze assistetti a teatro a La classe morta di Tadeusz Kantor. Di quella sera ho conservato un’impressione incancellabile, che oggi ho raccontato per Officina Critica su Stratagemmi – Osservatorio Critico:

“Nel 1979 avevo quindici anni e Firenze stava vivendo un momento di particolare vivacità culturale: in quel periodo ebbi la possibilità di assistere a molti spettacoli che avrebbero poi segnato la storia del teatro. Fu mio padre a portarmi a vedere La classe morta: ricordo distintamente un sentimento di puro terrore, un buio profondo mai più ritrovato in nient’altro. Solo ascoltando le parole di Ludmila Ryba oggi ho associato quelle sensazioni ai dipinti di Goya. L’esperienza, amplificata dalla mia giovane età, è rimasta impressa nella memoria come una raccolta di visioni e suoni, una collezione ombre provenienti direttamente dall’aldilà. Fu un’esperienza indimenticabile assistere alla presenza costante del regista in scena. Tuttavia, la vera grandezza dello spettacolo stava nella fondamentale incapacità degli spettatori di distinguere gli attori dai manichini che portavano attaccati al corpo o sulle spalle. Essi formavano una sorta di tableau vivant, un ampliamento della visione che portava verso un “altrove”. Si percepiva una viva presenza dello squallore e della morte, come se lo spettacolo fosse un numero circense. Kantor seppe rendere lo spettacolo un sogno più che una realtà, seppe creare un aldilà sulla Terra, lasciando lo spettatore tra una sensazione di pericolo imminente e stupore totale”.

Il contributo nasce nell’ambito di Officina Critica #3, dedicato al cinquantesimo anniversario di La classe morta.

In quest’occasione il Lavoratorio ha reso omaggio al maestro polacco con un incontro guidato da Ludmila Ryba, storica collaboratrice del Teatr Cricot 2, che ha presentato i tre volumi degli Scritti di Kantor, recentemente pubblicati da Editoria e Spettacolo. La serata si è conclusa con la proiezione del film di Andrzej Wajda del 1976.

Nel dossier compaiono anche le testimonianze di Patrizia De Libero e Wlodek Goldkorn, a comporre un mosaico di memorie legate alla presenza fiorentina di Kantor.

Ti invito alla lettura dell’omaggio a Kantor su Stratagemmi




La classe morta – il mio incontro col teatro di Kantor a Firenze, memoria per Officina Critica.