“Figlia di solo padre”, volume che raccoglie nove saggi pubblicati in riviste fra il 1994 e il 2000.

“L’opera costituisce un unico atto critico-poetico che ha per oggetto di comparazione le forme contemporanee del Tragico e dell’Epos, con particolare riferimento al rapporto dell’autorità (transpersonale) con le auctoritates e quindi con il concetto di autorizzazione alla scrittura come rappresentazione del Sé.”

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Scheda dell’editore


La recente uscita di “Figlia di solo padre” (Seri 2021) si inserisce in un contesto di continuità di studio e critica delle liriche di Anne Sexton da parte della sua traduttrice Rosaria Lo Russo. L’opera riunisce al suo interno una raccolta di nove saggi pubblicati in riviste fra il 1994 e il 2000, fra i quali alcuni dedicati alla poetessa del secondo Novecento. La pubblicazione del volume avviene in concomitanza con l’uscita de “Il libro della follia” di Anne Sexton (La Nave di Teseo, 2021), prima traduzione integrale in italiano di The Book of Folly che la scrittrice diede alle stampe nel 1972.


«Chi si accosti a questi saggi di Rosaria Lo Russo non rimarrà deluso. Chi vi cerchi le ragioni e i sentieri di una poesia che ha fatto del plurilinguismo, della metamorfosi del canone, della ribellione al sogno della poesia e delle forme strutturali della tradizione una pratica politico-poietica, si troverà a casa sua. Perché la poetrice fiorentina in questi scritti ha problematizzato la ricerca di identità nella scrittura intrecciando strettamente meccanismi inconsci, teatralità, rapporto corpo-voce e parola-voce, pratiche di poesia, miti e romanzi di formazione, illuminanti e personalissime teorizzazioni femministe e un corpo a corpo scintillante e intellettualmente incalzante con la tradizione letteraria.»

Loredana Magazzeni, Introduzione in “Figlia di solo padre“, Seri, Macerata, 2021, p. 11.



Nel saggio che dà il titolo alla raccolta stessa, una volta chiarita la radice performativa della poesia confessional di Anne Sexton in qualità di messa in scena delle molteplici maschere del Sé, viene indagato il rapporto controverso fra la scrittura e la ricerca del Padre. L’atto poetico della poetessa diviene “ricerca della propria identità poetante tramite la ricostruzione dell’identità del Padre, figura contraffatta in metafore strabordanti, in un gioco di seduzione reciproca per continui travestimenti e metamorfosi, sublimi o turpi, che conduce a morte quando l’amplesso proibito implica la fusione, anzi la confusione, fra le due identità, fino alla perdita, alla sparizione di entrambe nella vorticosità delle metafore.”


«Mi divorzio da papà – Oh spirito persecutore!

Da tutta la vita ogni giorno lo faccio

da quando da lui il seme suo s’è staccato

trapanando e conficcandosi in un uovo.»

Anne Sexton da DIVORZIO, IL TUO NOME E’ DONNA


Nel secondo saggio presente in Figlia di solo padre dedicato alla celebre poetessa americana, viene invece trattata la materia della poetica della traduzione orale. Qui il processo di traduzione viene colto nel suo significato di “pensare la voce” in quanto l’atto stesso del tradurre poetico è inteso come “trasporto vocale“.

“La voce del testo di partenza ragionerà nella mente del traduttore per tutto il tempo necessario a che essa vi risuoni, e a che prendano corpo le risonanze della memoria poetica nella lingua di arrivo. Questo viaggio dei suoni in una dimensione mnemonica spaziotemporale, porta il traduttore ad un recupero inconscio delle voci, non in senso metaforico, della tradizione. Traducendo, infatti, o leggendo una traduzione, si ha spesso la sensazione, talvolta sgradevole per impertinenza, altre volte foriera di ammiccanti complicità a tre (autore, traduttore, lettore) – oppure di bonomiche pacificazioni a fronte dell’universalità del sentire -, si ha spesso, insomma, la sensazione di citare o sentir citare a memoria. Prima che il traduttore arrivi allo schiocco di dita perché ha trovato la citazione, quella che dà credibilità e leggibilità al testo d’arrivo facendolo approdare il più possibile illeso nel porto del linguaggio poetico straniero all’autore, nella memoria sonora di chi sta traducendo avviene un rimpasto ai livelli fonematici degli ingredienti poetici incorporati: le memorie contestuali si manifesteranno dapprima come scorrelate aggregazioni di suoni, catene fonematiche sparse, che solo in un secondo momento riguarderanno l’aspetto l’assetto semantico della contestualità, nonché la sincronica messa a fuoco dei rimandi intertestuali.”



Figlia di solo padre