“Io e Anne: Confessional poems è un atto di amore per la poetessa statunitense Anne Sexton eseguito a mo’ di controcanto, scandito sulle stagioni della vita (e della poesia), con la dichiarata intenzione di trasformare l’esperienza poetica (scritta/vocale) in una esperienza musicale pop come faceva la stessa Sexton.

Io e Anne


La recente uscita de “Il libro della follia” di Anne Sexton (La Nave di Teseo, 2021) celebra nuovamente la grande poetessa americana a distanza di 25 anni dalla prima traduzione delle sue “Poesie d’Amore” (Le Lettere, 1996).


“Prima traduzione integrale in italiano di The Book of Folly, che Anne Sexton diede alle stampe nel 1972. Lo stile confessionale che aveva reso celebre l’autrice, fruttandole nel 1967 il premio Pulitzer, giunge qui alla piena maturità trasformandosi nell’allegoria di un Gran Teatro psichedelico. La Signora Benestante che scrive occasionalmente versi rispettando le forme metriche lascia il posto, definitivamente e consapevolmente, al personaggio della Poetessa Martire della società benpensante e all’aspirante suicida, in un rovesciamento parodico dei valori patriarcali, accostando l’alto senso del tragico all’ironia e alla caricatura, la metafora lirica al sarcasmo più blasfemo. Nell’unico libro in cui Anne Sexton, diversamente femminista e profeta di tempi peggiori, sperimenta con la prosa, inscenando in tre “storie” l’anoressia, il femminicidio e il suicidio-della-poetessa, assistiamo al crollo delle fondamenta dei luoghi comuni e dei riti borghesi e religiosi del puritanesimo statunitense. Con una scrittura più vicina a quella delle canzoni rock che alla poesia sua contemporanea, la lingua inconfondibile della Follia di Anne Sexton ha influenzato, per stile e tematiche, non solo la poesia successiva americana e poi internazionale, ma anche la scrittura di divi del pop rock come Peter Gabriel e Kate Bush.”



La traduzione italiana del The Book of Folly si inserisce all’interno di un progetto di recupero e riscoperta di una delle più importanti poetesse del Novecento: Anne Sexton. Culminato proprio con l’uscita de Il libro della follia, dal lavoro di cura e traduzione ad opera di Rosaria Lo Russo emerge il chiaro intento di onorare la memoria di colei che fu una delle poetesse confessional più significative del secolo scorso. Un’operazione di scavo della parola poetica iniziato ormai quasi trenta anni fa con la traduzione delle sue Poesie d’amore (Le Lettere, 1996), la cui fortuna ha portato nel 2019 in occasione del venticinquesimo anno dalla prima alla pubblicazione di una seconda edizione, riveduta e corretta (Le Lettere, 2019), e successiva all’antologia tematica Poesie su Dio (Le Lettere, 2003).


«Se avessi fatto tutte le cose che “confesso” non avrei avuto tempo di scrivere poesie»

Anne Sexton

Una poesia, quella di Anne Sexton nella quale: “l’autobiografismo confessional mira alla definizione dell’identità dell’io poetante tramite i processi cognitivi psicoanalitici, ma così facendo l’io l’individuale di fatto sparisce dietro maschere allegoriche. Il nucleo stilistico della poetica confessional è la contraffazione dei dati biografici e “fatti” del vissuto psichico in personaggi e azioni.” (Poesie d’amore, Le Lettere, Firenze, 2019, p. 14)


«My poems are intensely phisical»

Anne Sexton

E sarà proprio con Love Poems, un libro “molto fisico”, che la poetessa-storyteller sancirà definitivamente molte delle questioni cardine del sue poetare “approdando alla maturità stilistica e tematica”.

“Protagonista: il corpo atomizzato dallo sguardo dell’Altro, un «corpo d’ossa» dionisiacamente smembrato e disfatto, martoriato e gaudente nel desiderio di esser posseduto dall’Altro, corpo di una donna spezzata fra compattezze e dissolvimenti, nell’alternanza straziante fra il desiderio dell’Assente e il suo farsi a tratti presente nella pienezza del piacere adulto […] Al centro del romanzo poetico, la cui struttura poematica tradisce l’originario intento narrativo, è la «celebrazione» del «tocco», della fusione erotico-empatica con l’Altro, lo Psicoanalista-Amante-Padre, che solo sembrava poter compensare la carenza affettiva dell’infanzia. […] D’ora in poi la Figlia e il Padre-Amante-Dio diventano gli interlocutori principali della poesia della Sexton, uniti da sentimenti contrastanti, dominio violento e passione erotica, che innescano il poetare.” (Poesie d’amore, Le Lettere, Firenze, 2019, pp. 19-21)



A pochi anni di distanza, grazie anche al successo riscontrato da pubblico e critica delle Poesie d’amore, vedrà la luce una seconda antologia di testi in lingua italiana: Poesie su Dio. Una raccolta all’interno della quale la poetessa, tramite una delle sue maschere auto-rappresentative, mette in scena e indossa le vesti della Ragazza Cristica, della Mistica suicida, dell’Estatica visionaria. Il bisogno e la ricerca di Dio non si traducono mai in una cieca fede divenendo piuttosto primaria necessità del poetare. Quella che emerge dai suoi versi è una religiosità perturbante e maniacale, erotica e blasfema: “Con la sua religiosità sovversiva la poesia della Sexton smantella la concezione cristiana tradizionale” (Poesie d’amore, Le Lettere, Firenze, 2019, p. 25)

“Fra la denuncia e l’accusa dell’ipocrisia anglo-puritana, del grigio benpensantismo che riduce l’etica cristiana alla quotidiana morale spicciola dei buoni sentimenti e al rispetto delle regole di convenienza borghese e l’anelito liberatorio alle variopinte ritualità del misticismo latino-cattolico, il dilemma che si svolge nel monologante confessionale confessional delle poesie di Anne Sexton è più etico e psichico-esistenziale che di fede religiosa nella trascendenza.” (Poesie su Dio, Le lettere, Firenze, 2003. p. 309)


Io e Anne