Venerdì 24 marzo Vito M. Bonito e Fabio Orecchini parlano di Tutte le poesie di Cosimo Ortesta (Argolibri, 2022).

Reading di Rosaria Lo Russo.


Tutte le poesie è un libro dalla straordinaria forza espressiva che è lo specchio di una vita vissuta nel costante confronto con l’altro e nel dialogo mai passivo con una tradizione europea che va dal Barocco a Mallarmé, da Frost e Auden a Beckett e Valéry. La poesia di Ortesta si disegna così come un’esperienza estrema della parola, una visione che attraversa il proprio spazio esistenziale radendolo con la lama di una luce affilata e implacabile, una lingua che egli stesso definì “omicida”. Elegante traduttore dal francese, poeta dalle pubblicazioni rade e meditate, recensore raffinato, Cosimo Ortesta ha incarnato quella figura di poeta-critico-traduttore cosi caratteristica del nostro Novecento.


Cosimo Ortesta (Taranto, 13 novembre 1939 – Roma, 2 settembre 2019 è stato un poeta dalle rade e meditate pubblicazioni, cui ha alternato memorabili traduzioni dal francese, in particolare da Mallarmé, Rimbaud e Baudelaire. Dopo la laurea in lettere, ha lavorato come insegnante tra Roma e Milano. Da poeta, ha esordito nel 1975 pubblicando su «Carte segrete» La passione della biografia. Dopo una plaquette inclusa nel primo dei quaderni collettivi della «Fenice» di Guanda (1977), ha pubblicato sei raccolte: Il bagno degli occhi (1980, Premio Viareggio “Opera prima”), La nera costanza (1985, Premio Pozzale Luigi Russo), Nel progetto di un freddo perenne (1989), Serraglio primaverile (1999), l’autoantologia Una piega meraviglia (1999, Premio Lorenzo Montano “Opere scelte”), e La passione della biografia (2006), che intreccia l’opera d’esordio con altre poesie edite e inedite. Con la traduzione di Per una tomba di Anatole di Mallarmé ha vinto il prestigioso Premio Mondello nel 1993. Da critico si è occupato in particolare di Lubrano, Campana e Luzi, e le sue numerose recensioni, specialmente su «L’Unità», ne fanno un fine interprete della letteratura contemporanea.


Vito M. Bonito, vive a Bologna. Ha pubblicato luce eterna (Galerie Bordas Venezia, 2012), Fioritura del sangue (Perrone, 2010), Sidereus Nuncius (Grafiche Fioroni, 2009), La vita inferiore (Donzelli, 2004), Campo degli orfani (Book, 2000), A distanza di neve (Book, 1997). E’ presente in Parola Plurale. Sessantaquattro poeti italiani fra due secoli (Sossella, 2005) e in Poesiacontemporanea. Quinto quaderno italiano, a cura di Franco Buffoni (Crocetti, 1996). In ambito critico sono usciti i volumi Le parole e le ore. Gli orologi barocchi: antologia poetica del Seicento(Sellerio,1996); L’occhio del tempo. L’orologio barocco tra letteratura, scienza ed emblematica (Clueb, 1995); Il gelo e lo sguardo. La poesia di Cosimo Ortesta e Valerio Magrelli (Clueb, 1996); Il canto della crisalide. Poesia e orfanità  (Clueb, 1999); Pascoli, (Liguori, 2007). E’ tra gli autori dell’antologia Poesia del Novecento italiano(vol.II), a cura di N. Lorenzini (Carocci, 2002). Ha curato, con altri, i volumi Età  dell’inumano (Carocci, 2005) e Finisterrae. Scritture dal confine (Carocci, 2007). Ha scritto inoltre saggi su Montale, Emilio Villa, Beckett, Artaud, la Socìetas Raffaello Sanzio, De Signoribus, Aristakisjan. Fa parte della redazione di «Versodove», rivista di letteratura.


Fabio Orecchini è poeta, artista verbo–visivo e sperimentatore di linguaggi. Suoi testi e opere visive sono apparsi su numerose riviste tra cui Alfabeta2, Versodove e L’Ulisse, ed è presente nel documentario “GenerazioneY – Poesia italiana ultima” prodotto da Rai5. Nel 2014 ha pubblicato per i tipi di Luca Sossella Editore l’opera testuale e verbosonora Dismissione (post-fazione di Gabriele Frasca / prima ed. Polimata, Ex-tratione, 2010), in collaborazione con il progetto musicale Pane. Del periodo 2016-2018 l’installazione testuale ed artistica TerraeMotus (Premio ELIO PAGLIARANI 2018 per Innovazione e fusione dei linguaggi), in bilico tra performance di scrittura continua, body-art, e paesaggi verbo-sonori. Partitura verbale dell’installazione, il testo Per Os (nota di Tommaso Ottonieri), è stato pubblicato per le edizioni Sigismundus nel 2017. Una sua nuova raccolta dal titolo Figura sta per uscire per la casa editrice Oedipus nella collana CromaK diretta da Ivan Schiavone. Collabora con Poesia del nostro Tempo e con la rivista Argo per la quale ha curato il volume Calpestare l’oblio (Cattedrale, 2010) e la prima edizione italiana di After Lorca (Gwynplaine, traduzione di A.Franzoni, 2018 – Premio Benno Geiger per la traduzione) di Jack Spicer.


L’incontro è ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Libreria Brac, Via dei Vagellai 18r, Firenze





24 Marzo ore 18:30-Tutte le poesie di Cosimo Ortesta