15 marzo ore 18:30

Incontro con Anna Ruchat, curatrice di Poesie scelte da Thomas Bernhard di Christine Lavant  (collana “Le Meteore” per effigie, 2021). Anna Ruchat dialogherà con Domenico Brancale

Reading di Rosaria Lo Russo

Libreria Brac – Via dei Vagellai 18r – Firenze




Anna Ruchat traduttrice e scrittrice. Nata a Zurigo nel 1959, studia filosofia e letteratura tedesca tra la sua città natale e Pavia. I suoi esordi letterari sono legati alla traduzione. In particolare, quella di Il respiro e Il freddo di Thomas Bernhard. Da allora ha tradotto molti scrittori di lingua tedesca, tra cui Friedrich Dürrenmatt, Victor Klemperer, Nelly Sachs, Paul Celan, Mariella Mehr, Christine Lavant, Alexander Kluge.

Domenico Brancale poeta e performer. Ha pubblicato: L’ossario del sole (Passigli, 2007), Controre (effigie, 2013), incerti umani (Passigli, 2013), Per diverse ragioni (Passigli, 2017) e Scannaciucce (Mesogea, 2019) che raccoglie tutti i suoi testi in dialetto lucano. Ha curato il libro Cristina Campo In immagini e parole e tradotto Cioran, J. Giorno, Michaux, C. Royet-Journoud, Artaud. È uno dei curatori della collana di poesia straniera “Le Meteore” per Ibis e “Prova d’Artista” per la Galerie Bordas. Il suo lavoro sulla voce e sullo spazio ha prodotto le performance: Questa deposizione rischiara la tua assenza (Galleria Gasparelli, Fano 2009), un sempre cominciamento (galerie hus, Paris 2012), Nei miei polmoni c’è l’attesa (Galleria Michela Rizzo, Venezia 2013), incerti umani (Festival Città delle 100 scale, Potenza, 2013), Se bastasse l’oblio (MAC Lissone, 2014), Langue brûlé (Palais de Tokyo, Paris 2014), Scannaciucce – una lode dell’Asino (Matera)











Christine Lavant (pseudonimo, di Christine Habernig-Thonhauser ) è nata a St. Stefan, nella valle della Lavant, il 4 luglio 1915. Ultima dei nove figli di una poverissima famiglia carinziana, è gracile, malata fin dalla prima infanzia – di polmonite e poi di tubercolosi – con problemi all’udito e alla vista, e vive, anche a causa dei ripetuti ricoveri, in grande solitudine. Le molte malattie la costringono a interrompere di continuo gli studi regolari e a rimanere a lungo a casa dove si dedica alla lettura, al disegno nonché alla maglia e al taglio e cucito, che diventeranno la sua prima fonte di sostentamento. A partire dal 1931 la Lavant è inoltre soggetta a pesanti depressioni. Nelle fasi produttive tra una depressione e l’altra scrive il suo primo romanzo che però distrugge, dopo che l’editore l’ha rifiutato, ripromettendosi di non scrivere più. Nel 1935, poiché gli stati depressivi persistono, dopo un tentativo di suicidio si presenta spontaneamente presso l’ospedale psichiatrico di Klagenfurt dove rimarrà ricoverata per sei settimane, e più tardi racconterà quella sua esperienza nelle Aufzeichnungen aus einem Irrenhaus [Appunti da un manicomio, Forum, Udine 2008], pubblicati postumi. Nel 1937, anno della morte dei suoi genitori, la Lavant conosce Josef Habering, un pittore più anziano di lei di 36 anni nonché ex possidente finito in miseria, che diventerà suo marito. Con lui vive gli anni della guerra in una sola stanza ricavata in un sottotetto nelle condizioni più desolate e senza nemmeno il supporto della scrittura. Nel 1945 la scrittura riemerge poderosamente e lei comincia a far circolare tra gli amici le sue poesie. è così che l’editore Viktor Kubzak (un profugo giunto in Germania da Breslavia) comincia a interessarsi ai suoi scritti e si entusiasma ai racconti che lei gli consegna. Nel 1948 pubblica Das Kind [La bambina, Gallio, Ferrara 1992] e un anno più tardi Das Krüglein[La piccola brocca]. Nel frattempo, nel 1948, esce una prima plaquette Die Nacht an den Tag [La notte nel giorno] che andrà persa. Segue nel 1956 la raccolta di poesia Die Bettlerschale [La ciotola del mendicante] nel 1959, sempre poesie, Spindel im Mond [Un fuso nella luna], nel 1960 la raccolta di poesie e racconti Wirf ab den Lehm. [Getta via l’argilla], nel 1962 Der Pfauenschrei [Il grido del pavone]. Dopo la morte del marito (1966) la Lavant si trasferisce a Klagenfurt (1966-68), dove pubblica nel 1967 la silloge Hälfte des Herzens[La metà del cuore]. Dopo il rientro a St. Stefan, nel 1969 esce invece una raccolta di racconti dal titolo Nell [Zandonai, Rovereto 2009]. Nel 1987 Thomas Bernhard cura per Suhrkamp una scelta di poesie che verrà pubblicata in italiano per l’editore Effigie nel 2016.

Fin dal 1954 i suoi libri sono insigniti di premi e riconoscimenti tra i quali: lo Staatlicher Förderungspreis für Lyrik e il Lyrik-Preis dei “Neue deutschen Hefte” e per ben due volte (nel 1954 e nel 1964) il Georg Trakl-Preis per la lirica.

Christine Lavant muore di un colpo apoplettico il 7 giugno 1973.






Così io sono casa e corte e impalcatura del pane

e a volte anche una segretissima collina

dove la mia ostilità produce frutti oscuri

affinché i santi possano diventare zingari.

Traduzione di Anna Ruchat












15 marzo ore 18:30- S/P/READ. Tradurre voci. Incontro con Anna Ruchat