Nel Nosocomio

Sul numero di mercoledì 22 febbraio 2017 del Corriere di Trento nella sezione Cultura trovate un articolo con intervista sul mio intervento al Semper, Seminario permanente di poesia dell’Università di Trento, dove martedì 28 febbraio sono stata chiamata a dialogare con Massimo Rizzante dell'”allegoria svelatamente scoperta dell’Italia contemporanea” nel mio libro “Nel Nosocomio” (Effigie, 2016).

Nel nosocomio c’è una palestra wellness che non è altro che l’emblema più evidente di come oggi nella società opulenta e volgare si cerchi di rimanere in vita essendo già morti:

La metafisica è più lampante sotto questa luce
al neon. E’ straordinariamente immobile e si-
lenziosa la coda dei degenti per il prelievo
nella lunga durata delle albe invernali, è stra-
ordinariamente fosforescente l’attesa, ogni
attesa, e sono molte, per le molteplici attività
del nosocomio: questo meraviglioso luogo
in cui attività e contemplazione coincidono.
In questo luogo di perfezione noi degenti
scegliamo di non pensare al futuro, perché è
qui e ora la compresenza del compimento
del pensiero occidentale: attività e contem-
plazione contemporaneamente la realizza-
zione di tesi antitesi e sintesi sposata dal nostro
direttore.

Sposiamo l’idea del nostro direttore: ogni giorno
che dio mette in terra facciamo almeno un’ora di
esercizi. C’è una palestra modernissima nel semi-
interrato del nostro nosocomio, fornita di tutti
gli attrezzi necessari. Quelli che stanno peggio
possono anche fare yoga, c’è un tizio vestito di
bianco che viene apposta da fuori e fa anche
respirazione. I colori primari delle materie pla-
stiche o di gomma, sottolineati nelle variazioni
dal neon, favoriscono l’intento cromoterapico dell’in-
tera operazione che si svolge all’interno del
nosocomio. Agli attrezzi però ti deve guidare
un istruttore: con un extra accettabile è anche
possibile avvantaggiarsi dei consigli di un per-
sonal trainer. A proposito, del personal com-
puter generalmente non è consentito l’uso
all’interno del nosocomio, l’idea è rispar-
miare energia, evitare gli sprechi personali.
Per proteggere i degenti dalle onde elettroma-
gnetiche, inoltre, si sconsiglia l’uso pro-
lungato del cellulare: ai più ciarlieri lo sequestra-
no, specialmente se disturbano i degenti durante
la pausa sonno o la pausa pasto, mentre per
la pausa caffè si tende a fare un’eccezione.

La benevolenza del servizio, il sorriso stampato
degli istruttori, belle ragazze che porgono la scatolina
dei medicinali ad ogni degente, e ad ogni piano
del nosocomio c’è un ufficio accettazione perché
i degenti non si sentano mai soli: è meglio qui
che a casa pensionati soli. Attività ricreative
organizzate da animatori venuti su alla scuola
di fiorello garantiscono che la noia non prenda
mai il sopravvento. Del resto è lungo da passare
il tempo nel nostro nosocomio.

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Nel Nosocomio al Semper – Univ. di Trento – sul Corriere di Trento del 22-02-2017

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