Elio-Pagliarani-La-ballata-di-Rudi-performance

La grande fucina del laboratorio S/P/READ presso il Teatro delle Arti di Lastra a Signa questa volta propone la reading performance Elio Pagliarani “La Ballata di Rudi”, con introduzione alla poesia di Elio Pagliarani, in particolare sulla composizione de La ballata di Rudi, di Cetta Petrollo Pagliarani e presentazione di Marianna Marrucci del volume Elio Pagliarani, Il fiato dello spettatore e altri scritti sul teatro (1966-1984), a cura di Marianna Marrucci, L’Orma editore, collana Fuori Formato, 2017. L’appuntamento è per venerdì 19 (ore 21 – ore 20 per chi aderisce anche all’aperitivo). Ideazione e direzione di Rosaria Lo Russo.

Con:
Emma Bandini
Fausto Berti
Gabriele Bonafoni
Nicolas Cunial
Eugenia Galli
Matteo Mannocci
Matteo Zoppi

live electronics Leonardo Rubboli
con la collaborazione di Tempo Reale

La ballata di Rudi, «romanzo in versi» composto da Elio Pagliarani nell’arco di trent’anni e pubblicato definitivamente nel 1995, delinea nello spazio un percorso analogo al movimento biografico dell’autore, mentre descrive nel tempo una parabola discendente, svelando la miseria sociale e morale in cui era caduta l’Italia tra il secondo dopoguerra e la fine del secolo.

Le prime sezioni sono ambientate nell’estate del ’49 sulla riviera adriatica, nella Rimini spensierata e carnevalesca che a Pagliarani aveva dato i natali. Qui fa la sua prima comparsa il personaggio eponimo (“Rudi su un’altra spiaggia popolare / dà inizio alla ballata”), un animatore di balli circondato da figure felliniane e pescatori, custodi di un modo antico di vivere e lavorare (“si mangia si dorme al lavoro si balla / una danza notturna di schiavi legati alla corda”).

Con il trasferimento di Rudi a Milano, la scena si sposta sulla città che nel 1962 era stata teatro della più nota opera di Pagliarani, La ragazza Carla. È una Milano invernale, dominata dalla burocrazia e dal guadagno. Tra le voci che la popolano spicca quella di Armando, tassista abusivo che a causa di una truffa a suo danno si illude di diventare contrabbandiere di denaro e poi, resosi conto dell’inganno, pianifica di truffare a sua volta il Comune (“darò la caccia al filobus per farmi mettere sotto ho calcolato tutto / col semaforo rosso col semaforo rosso il Comune non scappa mi paga / una buona pensione e se mi danno una liquidazione / mi compro la licenza”).

Alla domanda sulle possibilità di guadagno – dunque di sopravvivenza – in un’Italia dalla facciata allegra e prospera rispondono tutti i personaggi milanesi: Armando; le operaie animate dallo sciopero e fiaccate dal sistema della catena di montaggio; Rudi; Camilla, infelice benché si sia arricchita giocando in borsa (“se perdo tutto adesso / vuol dire che avevo ragione prima, che ho avuto ragione per sessant’anni / a vivere da poverina, sessant’anni giusti e uno sbagliato; adesso se guadagno in un anno / più che in quarantacinque di lavoro vuol dire che fino all’anno scorso / ho sbagliato tutto. / Io non accetto il cambiamento: o era giusto prima o è giusto adesso / non è che sono matta nella testa: difendo la vita nella sua interezza”).

L’acme del romanzo in versi è raggiunta dal Doppio trittico di Nandi, sezione anulare che vaglia e scarta le ideologie possibili su cui rifondare la società. La ballata di Rudi si presenta come un’opera compiutamente polifonica ma percorsa da voci disarticolate, e perciò non compiutamente unitaria, poematica. Il progetto di Pagliarani – parlare di Rudi così come aveva parlato di Carla, scriverne la ballata – fallisce con lo sfumare del personaggio eponimo in altri personaggi, in altre storie. Questa polifonia e questo fallimento sono ciò che S/P/READ intende mettere in scena.

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Lab S/P/READ: Elio Pagliarani “La Ballata di Rudi” – reading performance – 19 gen 2018