Esce il vol. 8 di Californian Italian Studies, per UCLA (University of California, Los Angeles), dedicato alla “fine della poesia”. Nell’antologia dei 40 poeti e poetesse italiane che riflettono su questo tema, sono stati pubblicate tre poesie tratte dal “Nel nosocomio”, insieme ad un breve articolo.
Di seguito, il link per l’indice di ENDS OF POETRY, California Italian Studies, Volume 8, Issue 1, 2018. Gian Maria Annovi and Thomas Harrison, Editors, Leslie Elwell, Managing Editor

“Finché esisteranno corpi umani ce ne sarà qualcuno che scriverà poesia. Anzi mi pare che la fine, che parrebbe imminente, dell’esistenza del corpo umano, stia suscitando nei corpi ancora e nonostante tutto desideranti un desiderio bulimico di poesia
qualunq ue. In Italia, come sappiamo, quasi tutti scrivono poesia qualunque, ma non ci si pone neanche il dubbio che in poesia non si debba parlare esclusivamente al presente. E quindi non si scrive (quasi) più poesia come lo si faceva dall’inizio della nostra civiltà
alla fine del 900.
Qualcosa anche in poesia si è veramente azzerato con Ground Zero: la poesia sorretta dal concetto di tradizione ed auctoritas, che io, poeta tardonovecentesca, poeta terminale di una tradizione che parrebbe urga dimenticare, fatico a non scrivere Tradizione e Auctoritas e Fonte. Credo che attualmente, in Italia, ci sia una rimozione forzata del 900, della Memoria, dimenticarsi di attimo in attimo sembra urgenza ancora maggiore che scrivere tanta tanta poesia.
Il 900 italiano ha tenuto fede quasi pedissequamente ai principi base della scrittura in versi, sia per forme che per contenuti, fino ad Amelia Rosselli, che ha sovvertito tutto e rimescolato le carte: ma le stesse carte. La Letteratura in versi si è sostenuta sulla dinamica psichica Io Auctor Maschio/Tu Musa Femmina, anzi Donna, non femmina, dai Siciliani al Novecento. Amelia Rosselli ha messo
in crisi questa colossale struttura psicolinguistica e storica. A me (e ad altre e altri) è capitato di raccogliere l’estrema realtà di questa immane parodia allegorica che sovvertiva e sostanzialmente depotenziava il concetto di Auctoritas, e da questo processo sono derivati Comedia e Lo Dittatore Amore. Melologhi
Nel XXI secolo, crollata Memoria e sua figlia Letteratura, il mio contributo in versi si è fatto nosocomico, più marcatamente teatrale, permanendo la funzione allegorica.
Nelle tre poesie che presento qui giace la mia personale esperienza della fine della Letteratura, la liquidazione dei suoi due pilastri, l’Io e il Tu.”
Dolcemente dormiva la mia Clori
Torquato Tasso
Nel nostro nosocomio puoi farti anche
l’amante a costo zero. Anche se sei grassa,
flaccida, pelosa e vecchia, o vecchia, secca
e rimbambita che ti trema anche la testa, eb-
bene anche tu puoi accedere senza sovrapprez-
zo alla zona relax, al regno potente dell’umi-
do e, se hai almeno un po’ di zucca per sco-
prirlo, ad un potente idrogetto altezza cazzo
o fica. Non si dice ma è per quello. Ma io che
mi piaceva leggere le poesie a scuola, lo chiame-
rò Clori, un nome letterario, quest’acqua clo-
rata e colorata che mi fa raggiungere l’or-
gasmo e superare il contatto dei generi, così compli-
cato. Sarà maschio o sarà femmina il potente
flusso di Clori?
Come vedi nel nostro nosocomio
a modo mio ci godo anch’io.

‘Ends of Poetry’, un’antologia di poeti italiani per UCLA

Novità |