Il seguente testo, estratto da “Crolli” (Firenze, Le Lettere, 2012), fa parte del concerto per voce e stampante ad aghi hackerata intitolato ‘Lo dittatore amore’, eseguito insieme a Francesco Casciaro.

crolli bianco


D’anemoni stimabili che vïolano il prato di scatto,

staccando particole di crosta secca e fra stecchi

altamente combustibili, una desertica sticomitia

di stinchi. Dissenterici entroterra d’inginocchiati

cadendo dissacrano commenti d’encomio al sismi.

Asfissie di sismi codardi, arti contratti con gli itagliani,

scivolano in minacciosa bonaccia di stanco inverno:

schiattasse una volta per tutte anche questa primavera!

Mi rigoverno vomici spaventi, anse di tumulti al cardias

sospendono il respiro cedendo al righello prospetto di un

ripristino di risiko ad alto rischio, allarme rosso,

fusti barbuti, cannicci marci, caste scialbe al governo,

scalpi di cavallette allerte e fuoco alle polveri di casamicciola

per pulizie di primavere dimentiche di fatti dinamici.

“D’anemoni stimabili”, da “Crolli”

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